Ottobre a Pantelleria: gli ulivi, la forza del vento e la saggezza della terra
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- 29 ott
- Tempo di lettura: 2 min
Ottobre, a Pantelleria, ha un ritmo lento e pieno di poesia.
Il sole si fa più dolce, il vento smette di bruciare, e la terra — ancora calda — si prepara a un nuovo rito antico: la raccolta delle olive.
È un periodo speciale, intimo, in cui l’isola si riempie di profumi verdi e di suoni leggeri, come quelli delle olive che cadono dentro i secchi di raccolta e delle mani che selezionano, una ad una, le olive mature.
🌿 Una tradizione che affonda le radici nel tempo
Gli ulivi di Pantelleria sono una parte viva della sua identità agricola.
Da secoli, prima ancora che arrivassero i dammusi come li conosciamo oggi, gli abitanti dell’isola impararono a coltivare questi alberi generosi in un contesto difficile, dove il vento e la siccità sono costanti.
Per questo, l’ulivo pantesco ha una forma tutta sua: bassa, larga, quasi abbracciata alla terra.
I contadini, con pazienza e ingegno, li “addomesticavano” piegandone i rami per proteggerle dallo scirocco. Da lontano sembrano cespugli, ma avvicinandosi si scopre la forza di tronchi secolari, scavati e resistenti.
🌳 L’ulivo pantesco: un capolavoro della natura
La varietà più diffusa sull’isola è la varietà Biancolilla, adattata perfettamente al terreno vulcanico e povero d’acqua.
Il suolo lavico, ricco di minerali, regala un olio dal gusto intenso e aromatico.
Questa tecnica di coltivazione, così unica e rispettosa dell’ambiente, è stata riconosciuta come Patrimonio Agricolo di Rilevanza Mondiale (FAO), al pari della vite ad alberello.
Una testimonianza di come la tenacia dei panteschi abbia trasformato un paesaggio aspro in un mosaico fertile e produttivo.
🫒 La raccolta: un gesto d’amore
Tra fine settembre e ottobre, le famiglie tornano nei campi.
La raccolta delle olive avviene ancora a mano, raccogliendone una ad una...
È un momento di comunità e di memoria: si lavora insieme, si condivide il pane, il formaggio locale e un bicchiere di vino. Tutto lì, nel terreno, si mangia e si beve per recuperare le forze e riprendere la raccolta!
Poi, le olive vengono portate ai frantoi dell’isola per dare vita all’olio extravergine di Pantelleria, verde, profumato, denso come la sua storia.

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È un modo di vivere lento, sostenibile e pieno di significato.
E mentre l’isola raccoglie le sue olive, chi la ama raccoglie ricordi.
Ricordi che sanno di sole, di terra e di autenticità.
Pantelleria in ottobre è silenzio, profumo, tradizione.
Un’isola che non smette mai di insegnare il valore del tempo e delle radici!
